Obiettivi di Le querce – Casa dei nonni

L’attuale scenario socio-assistenziale è caratterizzato da rapide e profonde trasformazioni, gli ambiti coinvolti sono molteplici, ma quelli con più significative ricadute sul benessere umano sono tre:

  • quello demografico (si va verso un modello caratterizzato da bassa mortalità e riduzione del tasso di natalità);
  • quello epidemiologico (riduzione delle malattie infettive, aumento delle patologie cronico degenerative);
  • quello nutrizionale, quest’ultimo si caratterizza per il fatto che spesso coesistono nelle stesse aree geografiche, in differenti strati sociali, la malnutrizione per eccesso, con le sue patologie correlate (diabete mellito, ipertensione, obesità) e quella per difetto, caratterizzata da una ancora troppo alta mortalità.

In questo articolo porremo l’attenzione sulla Sindrome Metabolica, definita da molti come un killer silente: tale sindrome infatti, colpisce un anziano su due nei Paesi del benessere ed è ritenuta la nuova epidemia silenziosa del terzo millennio nel paziente anziano istituzionalizzato. Il focus si orienterà inoltre sugli interventi integrati di gestione e cura delle diverse comorbilità caratterizzanti la Sindrome Metabolica, che l’équipe medico-sanitaria della RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) e CDR (Casa di Riposo) la Casa dei Nonni le Querce affronta quotidianamente.

Uno degli obiettivi della Casa dei Nonni le Querce è senza dubbio il recupero delle migliori condizioni di salute e benessere degli ospiti, in un contesto efficiente e libero di relazioni sia all’interno della struttura che con la comunità esterna.

Definizione e criteri diagnostici della Sindrome Metabolica

La più recente ed utilizzata definizione di Sindrome Metabolica è quella della National Cholesterol Education –Program – Adult Treatment Panel III (NCEP – ATP III) del 2001, rivista nel 2005. Tale definizione richiede che  per fare diagnosi di Sindrome Metabolica, siano presenti almeno tre dei seguenti criteri:

  • Pressione arteriosa superiore a 135/85 mmHg, o trattamento ipertensivo in atto.
  • Valore dei trigliceridi superiore a 150 mg/dl, o terapia ipotrigliceridemizzante.
  • Colesterolo HDL inferiore a 50 mg/dl nella donna e inferiore a 40 mg/dl nell’uomo.
  • Glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl (100 mg/dl secondo le indicazioni dell’ADA, l’American Diabetes Association).
  • Circonferenza addominale superiore a 88 cm per le femmine e 102 per i maschi (conformazione a mela).

L’importanza di gestire fin da subito le comorbilità che caratterizzano la Sindrome Metabolica

L’insieme di alterazioni morbose in uno stesso individuo implicano un rischio cardiovascolare globale che aumenta esponenzialmente a seconda del numero di condizioni presenti.

Riprendendo uno studio del Consiglio Nazionale di Ricerche (CNR) del 2005, la Sindrome Metabolica incrementa di dieci volte il rischio di sviluppare Diabete Mellito e triplica il rischio di morte per cause cardiovascolari nel soggetto anziano.

A tal proposito numerosi studi di popolazione, hanno evidenziato che i soggetti con Sindrome Metabolica presentano un rischio più alto di sviluppare cardiopatia ischemica, infarto del miocardio e ictus celebrali di circa tre volte superiore a soggetti senza Sindrome.

Come vengono gestite le principali criticità dall’equipe medico-sanitaria della Casa dei Nonni le Querce

Oltre la cura sanitaria-medica, all’interno della nostra struttura la persona anziana viene aiutata e stimolata nell’assolvimento di: funzioni biologiche, igiene personale, vestizione, alimentazione e mobilizzazione.

In questo contesto anche la ristorazione si inserisce come quel servizio complessivo e completativo che non si limita agli alimenti consumati ma comprende la situazione ambientale, la qualità del servizio oltre che l’attenzione alle esigenze del singolo ospite.

Tali obiettivi vengono raggiunti mediante un lavoro in équipe, allo scopo di garantire:

  • Sicurezza igienica, allo scopo di ridurre il rischio di sviluppare tossinfezioni mediante la scelta degli alimenti e delle confezioni.
  • Somministrazione di un pasto nutrizionalmente corretto e gradito: la progettazione di un pasto corretto in base alle esigenze e le necessità dell’ospite prevede la stesura di un menù adeguato alle caratteristiche nutrizionali dell’anziano; la Casa dei Nonni le Querce prevede un dietetico composto da 4 menù stagionali (primaverile – estivo – autunnale – invernale) e l’inserimento settimanale di una Ricetta Regionale, al fine di assecondare aspetti nutrizionali, gastronomici, culturali e psicologici degli ospiti presenti in struttura.
  • Orientamento del comportamento alimentare verso abitudini salutari, quali l’aumento del consumo di frutta e verdura, cereali e legumi; uso di condimenti vegetali a crudo, come l’olio extra vergine d’oliva; la varietà alimentare. Non c’è bisogno parallelamente di demonizzare alcun cibo, l’importante è assicurare all’organismo la corretta ripartizione giornaliera dei macronutrienti (proteine, carboidrati e lipidi), secondo le linee guida dei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento dei Nutrienti) per la popolazione italiana, promossi dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana)
  • Verifica e controllo tramite MNA (Mini Nutritional Assessment), finanalizzata da un lato alla prevenzione della malnutrizione, con la rilevazione e controllo degli indici nutrizionali di rilevanza clinica, dall’altro alla gestione e rivalutazione dell’introito calorico – proteico, sia in termini qualitativi che quantitativi.

MNA nell’anziano

Scopo principale del Mini Nutritional Assessment è accertare la malnutrizione ed un suo possibile sviluppo nel soggetto anziano ricoverato in Case di Riposo, Strutture Assistenziali e in Ospedale. In questi contesti la malnutrizione può infatti raggiungere valori significativi (15-60%).

È noto come questa condizione predisponga a stati morbosi producendo effetti dannosi di tipo organico e psichico, con conseguente aumento della necessità di cura..

Questo strumento di screening riconosce il rischio di malnutrizione nella maggior parte degli anziani, ma è ancora più utile per identificare la malnutrizione nel suo stadio iniziale poichè include anche l’analisi di aspetti fisici e mentali, riguardanti spesso lo stato nutrizionale dell’anziano, così come un questionario sull’alimentazione.

L’MNA è una semplice procedura che richiede meno di 10 minuti e consente di identificare tempestivamente una condizione non altrimenti riconoscibile, ma sensibile al trattamento.

La crescita numerica della popolazione anziana ha determinato un incremento del focus verso questa fascia di età. Il 40% degli anziani presenti un problema nutrizionale, sia per eccesso che per difetto: l’obesità, la malnutrizione calorico-proteica o il deficit selettivo di alcuni nutrienti (a esempio vitamine e minerali). È chiaro ormai come la Malnutrizone in generale, associata chiaramente ad altri fattori di origine sociale, fisiologica, patologica e psicologica, aumentano nettamente il rischio di sviluppare delle patologie croniche come la Sindrome Metabolica, ed un rischio accertato di tipo cardiovascolare. La gestione di tale situazione complessa parte ovviamente dall’identificazione delle cause e dal loro trattamento; gli interventi nutrizionali richiedono un percorso specifico e personalizzato, che può attuarsi attraverso livelli differenti che dipendono dalle condizioni cliniche e nutrizionali della persona anziana.

Ricalcando i principali criteri diagnostici della Sindrome Metabolica, cercheremo di fornire delle indicazioni di prevenzione e gestione delle diverse comorbilità, che l’Equipe della Casa dei Nonni le Querce si trova a dover valutare ed affrontare quotidianamente.

Sindrome Metabolica ed Ipertensione

La pressione arteriosa ottempera a due importanti funzioni dell’organismo: in primo luogo il mantenimento della perfusione tissutale (che fornisce nutrimento e ossigeno al tessuto), in secondo luogo al controllo dell’omeostasi del sodio, che è correlata al volume extracellulare.

Una riduzione anche minima dei valori pressori, comporta benefici significativi. Numerosi studi hanno dimostrato che un intervento integrato, farmacologico e dietologico della terapia dell’ipertensione porti a maggiori risultati in termini di riduzione della pressione arteriosa e di minore indicenza di patologie cardiovascolari, cerebrovascolari, renali e metaboliche.

Premesso ciò, il nostro impegno nella RSA Casa dei Nonni le Querce prevede un lavoro coordinato e di équipe tra le diverse figure professionali. Dalla gestione clinica e nutrizionale di tale disturbo al coordinamento, formazione e controllo degli organi addetti alla preparazione e somministrazione del dietetico quotidiano.

Particolare attenzione viene posta all’introduzione del sodio con la dieta; l’assunzione di sodio adeguata, in una dieta equilibrata, per uomini e donne di età superiore ai 75 anni, come riportato nei LARN, è pari a 1,1 grammi al giorno, corrispondenti a 3,25 grammi al giorno di NaCl (cloruro di sodio, il normale sale da cucina).

La terapia nutrizionale per la riduzione dei livelli pressori, prevede che si ponga l’attenzione anche sul calo ponderale, che ha tanti effetti benefici sulla pressione arteriosa quanti ne ha la riduzione del sodio assunto.

In linea generale nel sistema di ristorazione presente nella struttura Casa dei Nonni le Querce, si presta molta attenzione alla scelta di frutta e verdura fresche, naturalmente povere di sodio; aggiunta controllata di sale da cucina durante la preparazione del vitto; riduzione e corretta rotazione di alimenti conservati (come tonno in scatola); stimolazione e controllo della corretta assunzione idrica degli ospiti.

Sindrome Metabolica e Dislipidemie

Una dieta iperlipidica è stata associata allo sviluppo di una condizione di obesità che a sua volta influisce sul rischio aterosclerotico.
Qualora nel soggetto anziano siano già presenti condizioni morbose quali Ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, la nostra equipe si coordina mettendo in atto strategie comportamentali, farmacologiche e dietetiche, atte a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi in circolo, nonché l’infiammazione organica, cercando così di abbassare il più possibile il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari.
Si va ad agire indubbiamente sulla scelta dei Grassi assunti, prediligendo quelli ad origine vegetale e possibilmente utilizzati a crudo (come l’olio extra vergine d’oliva). Nel menù della Casa dei Nonni le Querce è previsto l’inserimento di pesce due volte a settimana: alimento fondamentale per assicurare l’assunzione settimanale degli acidi grassi polinsaturi della serie Omega-3. Questo tipo di grasso ha evidenti effetti sulla diminuzione dei livelli di trigliceridi, sul rischio di sviluppare trombi, sulle aritmie ventricolari e sul rallentamento della crescita delle placche aterosclerotiche. Viene gestita l’assunzione di colesterolo esogeno e di grassi saturi (per il loro effetto ipercolesterolemizzante) e le quote totali di Carboidrati assunti, facendo una scelta quantitativa e qualitativa prediligendo i carboidrati complessi come pasta, cereali o pane. La selezione riguarda inoltre le fonti di fruttosio, saccarosio, frutta fresca e frutta sciroppata.
Non per ultimo viene assicurato ai nostri ospiti un corretto quantitativo di fibre, attraverso l’inserimento nel dietetico di due porzioni di frutta fresca e due di verdura al giorno, così da assicurare parallelamente il corretto introito di antiossidanti vitamine e minerali.
Per riassumere si tende a controllare quei fattori considerati storicamente negativi (come grassi e alcol) e si pone l’accento sui fattori positivi (come antiossidanti ecc) che possono trovare applicazione in diete da seguire per lunghi periodi o a vita.

Sindrome Metabolica e Obesità centrale

Numerosi studi hanno evidenziato , nei soggetti di età superiore ai 75 anni, una mortalità associata all’eccesso di tessuto adiposo viscerale sicuramente correlata alle comorbilità che questa condizione comporta: maggiore infiammazione, dislipidemia e ipertensione.
Nel soggetto anziano bisogna tenere particolare attenzione alla possibile contestuale presenza di diverse condizioni morbose. Per questo motivo la perdita di peso, per correzione di condizione di obesità, dovrebbe risultare graduale e ben equilibrata e mai aggressiva e tempestiva.
Nella realtà della Casa dei Nonni le Querce è stata ampiamente discussa e valutata la strategia più adeguata per gestire la condizione di Obesità viscerale. La richiesta energetica nel soggetto anziano è sicuramente inferiore rispetto a quella del giovane adulto. Nonostante questo però vi è una maggiore tendenza a sviluppare una condizione di malnutrizione e disidratazione dovuta a varie cause, personali, sociali, economiche etc, che potrebbero incrementare il rischio di comorbilità. La dieta che somministriamo ai nostri ospiti è dunque ben bilanciata in termini di quantità di nutrienti, al fine di assicurare il corretto apporto energetico ai nostri ospiti (nel soggetto anziano i LARN hanno stimato una quota calorica di circa 1500 kcal giornaliere). Particolare attenzione viene riservata all’assunzione di fibra, almeno 30-35 gr al giorno, attraverso l’assunzione di frutta e verdura, cereali e legumi che assicurano inoltre il giusto introito di vitamine e antiossidanti.
Un’alimentazione salutare è quella che fornisce livelli ideali di tutti gli elementi nutritivi noti e mantiene al minimo i comportamenti alimentari nocivi per la salute. Una dieta sana è inoltre ricca di cibi freschi (o surgelati) poco lavorati o conservati.
Da sottolineare che l’attività fisica assicura, tra le altre cose, la riduzione dei livelli di insulino resistenza, cioè la necessità di maggiori quantità di insulina per controllare la glicemia, cosa che può portare a sovrappeso o obesità.
Per queste motivazioni nella Casa dei Nonni le Querce vengono intrapresi programmi di esercizio fisico, sia ludici che ricreativi relativi alla sfera occupazionale, sia riabilitativi e rieducativi relativi ai programmi fisioterapici.

Concludo con le parole di George Steiner, scrittore e saggista francese, con la speranza che siano protagoniste di un momento di riflessione personale:
“Mangiare da soli ci dà la sensazione di una solitudine particolare, a volte penosa. Invece, nel condividere cibo e bevande, penetriamo nel cuore della nostra condizione socioculturale. Le implicazioni simboliche e materiali di quell’azione sono quasi universali: comprendono il rituale religioso, le strutture e le divisioni dei ruoli fra i sessi, il campo erotico, la complicità e gli scontri politici, le opposizioni giocose o serie nel discorso, i riti del matrimonio e del lutto.”

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