Casa di Riposo o badante, rifelssioni

Assumere una badante o rivolgersi ad una casa di riposo? Questo è uno dei quesiti più diffusi, per le persone che hanno a che fare con parenti in condizioni di fragilità!

Quando si ha la necessità di rivolgersi a entità esterne per l’assistenza a un anziano è importante tenere a mente che entrambe queste soluzioni possono essere corrette. Scegliere l’una o l’altra dipende moltissimo dalle necessità dell’anziano e dalla sua indole.

Sia la badante che la casa di riposo forniscono soluzioni che vanno analizzate con attenzione per evitare di imbattersi in decisioni affrettate e che in seguito possano rilevarsi non efficaci per il soddisfacimento dei propri bisogni.

Di solito il caregiver, familiare che assiste il proprio congiunto ammalato o disabile, si trova ad affrontare una situazione di cui non ha spesso nozioni e questo gli crea una sensazione di inadeguatezza e senso di colpa che porta lui stesso ad aver bisogno di supporto emotivo.

Le condizioni che possono richiedere la necessità di un accudimento per il proprio congiunto sono diverse e le andiamo ad analizzare di seguito:

  • La persona è anziana e non presenta una grande compromissione della salute ma ha un inizio di deterioramento cognitivo. Questo aspetto può destare preoccupazione sulla gestione della vita quotidiana portando il parente a trovare una soluzione di supporto e protetta per l’insorgenza di tale fragilità.
  • La persona che ha bisogno di cure non ha un età senile, ma è disabile per l’insorgenza di malattie degenerative o altro che l’hanno resa incapace di adempiere ai propri bisogni.
  • La persona è anziana e ha una patologia demenziale tale da rendere difficile la gestione.

Nei casi sopra elencati vanno considerati i lati positivi e quelli negativi delle soluzioni di cui avvalersi.

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Casa di riposo (aspetti positivi e aspetti negativi)

In un casa di riposo o in una RSA si trova una organizzazione multidimensionale costituita da: medici, infermieri, operatori socio sanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, animatori, assistente sociale, psicologo.

Questa rete di professionisti costituisce l’équipe che prenderà in carico, il familiare fragile bisognoso di cure e darà supporto alle famiglie.

La vita in casa di riposo per la persona fragile può essere più stimolante rispetto alla sola condizione domiciliare, le tante professionalità che orbitano nelle strutture organizzate fanno sì che la persona abbia più strumenti e interventi con i quali si possono mantenere quelle abilità residue che se non stimolate adeguatamente potrebbero perdersi definitivamente, anche la giornata viene riempita da attività che a domicilio sarebbe complicato svolgere.

È da valutare situazione per situazione. Le case di riposo sono gestite con un regime alberghiero, molti ospiti di case di riposo, se accolti in un ambiente socialmente stimolante, migliorano la loro vita. Non esiste una regola fissa. Il punto è che se un anziano ha la sensazione di essere allontanato dalla sua famiglia, dove ha una situazione affettivamente buona, si sente abbandonato e c’è il rischio che possa insorgere una depressione, proprio per questo le organizzazioni hanno una rete di professionisti che studia e valuta le necessità della persona da assistere.

Compito dei familiari è sempre di vigilare con attenzione su tutte le condizioni di assistenza sia che l’anziano rimanga nella sua casa o ricoverato, assicurando inoltre continuità di visite e di scambi affettivi.

Un anziano che si trasferisce in una casa di riposo può sensibilmente migliorare la qualità della propria vita.
Ciò è vero per diversi motivi. Prima di tutto, la casa di riposo è un ambiente altamente socializzante, in cui gli ospiti svolgono attività di vario tipo e trascorrono tempo insieme. La vita in comunità è una vera e propria rivoluzione, soprattutto per coloro che sono rimasti vedovi o non riescono a trascorrere molto tempo con i propri familiari. Con una badante, questa dimensione di socialità verrebbe a mancare, dal momento che l’anziano si trova a trascorrere il proprio tempo esclusivamente in compagnia della persona che lo assiste.

In conclusione, il trasferimento in casa di riposo costituisce una scelta più sicura, soprattutto quando la persona anziana non è solo non autosufficiente, ma ha anche problemi di salute più o meno gravi. L’assistenza ricevuta all’interno delle case di riposo è, infatti, sia professionale che tempestiva in caso di emergenze.
All’interno di una struttura esterna all’ambiente familiare, però, possono rivelarsi in molti casi dei veri e propri toccasana. Una struttura in cui l’anziano possa socializzare, compiere attività stimolanti e caratterizzato da un ambiente vivace può permettere agli ospiti di rinascere: si ha la possibilità di stringere nuove amicizie o dedicarsi a hobby e attività che permettono di affrontare la quotidianità in modo positivo.

L’importante in questo caso è evitare che l’anziano avverta l’allontanamento da casa come una sorta di abbandono da parte dei suoi familiari, una sensazione molto grave che può sfociare nella depressione e nell’aggravamento delle sue condizioni di salute.

Al momento della scelta tra badante e casa di riposo, quindi, è sempre utile valutare caso per caso quale sia la giusta decisione da prendere.

BADANTE (lati positivi e lati negativi)

Avvalersi di una badante può essere una soluzione ma bisogna tener presente che la persona da assistere spesso vive la sua presenza come un’intrusione nei propri spazi e ciò può dar luogo a manifestazioni di aggressività da parte dell’assistito che vengono spesso confuse con il peggioramento della patologia mentre si tratta soltanto di disappunto.

In altri casi invece il supporto di una badante può essere utile dove quest’ultima sia supportata da una rete familiare presente e una organizzazione sociosanitaria costante, condizione che non è semplice mettere in pratica a domicilio.

Spesso si sceglie una badante solo in base a una valutazione di carattere economico e non si tiene presente delle competenze e della preparazione che deve avere per assistere una persona fraglie.

L’appellativo badante è improprio in quanto questo tipo di prestazione deve essere effettuata da una figura adeguatamente formata tramite la frequentazione di un corso specifico riconosciuto che dà il titolo di “assistente familiare”; la persona che frequenta questo corso viene formata dal punto di vista alberghiero, sociale e sanitario acquisendo le giuste competenze per assistere una persona fragile. Non sempre i familiari sono al corrente dell’esistenza di queste figure e finiscono per affidarsi a persone che, non avendo la giusta competenza, anziché aiutare la persona e la famiglia creano ancora più disagi.

La scelta da fare non è mai semplice, e la raccomandazione più importante è, nel momento in cui si presenta la necessità e prima di prendere qualsiasi decisione, quella di informarsi bene su tutti gli aspetti legati sia alla “badante” sia alle “case di riposo”.

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