Introduzione

La riflessione intorno al tema che proponiamo nasce principalmente dal fatto che spesso i parenti che si presentano nelle Case di riposo, o alle Residenze Sanitarie Assistite, per decidere il ricovero del proprio caro, riportano racconti di disagi riguardo alla gestione del proprio genitore (o parente) improvvisamente mutata. 

Dai racconti affiorano comportamenti che riconducono a vari segnali importanti come depressione, ansie, aggressività, alterazione del sonno con altrettante conseguenze (anche gravi!) circa la convivenza e il vivere in comune nella stessa casa. Assistere alla sofferenza di chi si vuole bene diventa ancora più scoraggiante se vi è la sensazione di essere inutili di fronte alla sua malattia, di non poter far nulla per aiutarlo o peggio, di sentirsi causa dell’inasprimento dei suoi sintomi. Casi che ci riconducono ad una malattia che oggi ricorre spessissimo: il suo nome è Alzheimer.

La Malattia di Alzheimer, anche chiamata “Morbo di Alzheimer”, è una forma di demenza degenerativa invalidante. Tende a manifestarsi intorno ai 65 anni, ma può presentarsi anche prima; è caratterizzata da una perdita di memoria, che si accentua con il progressivo decorso della malattia, uno stato mentale confusionario, la perdita di coordinazione motoria, difficoltà di comunicazione ed espressione, ed una ridotta capacità di giudizio e comprensione.” 

LE QUERCE casa dei nonni (da oltre quindici anni presente sul territorio di Bracciano) ha organizzato molteplici Seminari intorno alla figura dell’anziano, alle problematiche connesse alla sua vita e al modo migliore di servirlo e di curarlo all’interno delle residenze sanitarie o delle case di riposo.

Queste pagine non vogliono soffermarsi sulle cause cliniche o farmacologiche necessarie per contenere tale fenomeno (molto diffuso) ma invitare il lettore ad acquisire elementi informativi per una buona gestione della persona. Lo scopo dunque è dare consigli pratici in situazioni specifiche che la nostra esperienza quotidiana ci indica come efficaci e positive.

Il tema principale dunque è rispondere ad una semplice domanda: cosa fare?

Alzheimer, cosa fare per gestire bene il malato

Raccogliendo appunti presi durante i Seminari tenuti da esperti in materia e spulciando qua e là tra gli innumerevoli approfondimenti che trattano dell’Alzheimer, pensiamo utile tratteggiare i principali comportamenti utili nei confronti di manifestazioni quali deliri, allucinazioni, depressione, ansie, aggressività verbale o fisica, attività motorie aberranti, alterazione del sonno. 

Ma vediamo nel dettaglio.

Deliri

Possono manifestarsi come bruschi cambiamenti della percezione degli ambienti o da errata percezione (da immagini viste in televisione, dal giornale, ecc.). A volte la lontananza di un caro o un ricovero ospedaliero, può creare una tensione tale da sfociare in delirio.

Cosa fare? Cercare di offrire una quotidianità stabile, evitare di smentire le sue affermazioni spostando l’argomento su altri interessi. Evitare di avvicinarsi troppo per non spaventarlo. Può essere utile parlargli con dolcezza assecondandolo e ascoltandolo facendo una passeggiata insieme. Evitare di lasciarlo solo o isolarlo per periodi prolungati.

Allucinazioni

Da una perdita della capacità di percezione, può capitare che una persona non si riconosca guardandosi allo specchio e pensare che l’immagine riflessa sia reale. Può anche dire di vedere o sentire persone o animali non esistenti. Vista, udito, tatto, olfatto e percezione di sé subiscono una diminuzione anche importante. Ciò è da tener presente.

Cosa fare? Innanzitutto evitare di smentire cercando di spostare la sua attenzione su altri argomenti. Eliminare gli stimoli ambientali negativi (togliere lo specchio dal bagno), aumentare la luce in modo adeguato all’ambiente (dà sicurezza) e illuminare il percorso notturno camera-bagno. Va da sé l’opportunità di un consulto medico.

Depressione

Si manifesta con tristezza, stanchezza, malinconia, pianto, dolori vaghi, ecc. Sonno, peso e appetito sono a rischio. Può anche manifestarsi con ricordi spiacevoli dal passato ma anche da momenti di consapevolezza dei propri disturbi.

Cosa fare? Adottare atteggiamenti affettivi positivi: abbracci, carezze, contatto fisico. Saper offrire gratificazione per quello che fa ed è. Permettere passeggiate e incontri piacevoli e stimolanti con amici, parenti in luoghi allegri (un museo, una mostra, una festa di paese).

Ansie

Lo stato d’ansia provoca richieste e domande continue inappropriate e ripetitive. Così l’attesa di qualcuno diviene un continuo richiede a che ora? Può manifestarsi anche in forma somatica: sia va continuamente in bagno anche senza un reale bisogno. Fumo, alcol, richieste continue di cibo sono altrettanti campanelli di allarme, così come la preoccupazione continua sulla salute (di sé o propri cari) o sulla situazione economica, sono segni evidenti di uno stato d’ansia.

Cosa fare? Evitare di avvisare quando sappiamo di una visita (o di una eventuale prossima uscita) ma comunicarlo solo all’ultimo momento. Impegnare la persona in attività fisse e continue che lo distolgano dalla noia e frustrazione.

Aggressività, verbale o fisica

Momenti di aggressività verbale o fisica possono manifestarsi sia verso gli altri ma anche verso se stessi. E’ un fenomeno complesso e rappresenta uno tra le principali cause di preoccupazione. Certamente dovuta ad una degenerazione cerebrale legata alla malattia, si manifesta soprattutto nei momenti di difficoltà nel riconoscere i fatti e l’ambiente circostante. E’ chiaro che non c’è intenzionalità ma sono espressioni di un disagio che va capito.

Cosa fare? Cercare di non prendersela e mantenere la calma. Il bagno e il cambio d’abito sono momenti delicati, vanno gestiti con calma e con qualche furbizia (far trovare gli abiti puliti pronti e far sparire quelli sporchi di nascosto!). Buon consiglio fare un calendario con gli appuntamenti fissi visibili sia per l’igiene che per gli orari del giorno in modo tale da farlo diventare una routine.

Attività motorie aberranti

Vagabondaggio. E’ frequente la frase: “tenta di uscire di casa senza un reale motivo.” Sicuramente un motivo c’è ed è dovuto a situazioni di disagio emotivo o da situazioni di difficoltà percepita (anche a noi capita di tamburellare le dita o camminare avanti e indietro). Stimoli ambientali (ambienti rumorosi, affollati) o stimoli personali legati ad una esigenza incontenibile (mangiare, bere, dolore fisico) scatenano attività motorie aberranti e improvvise (non comprensibili dal soggetto che li manifesta) e che dopo poco tempo possono essere dimenticare innescando ansia e frustrazione con relativa confusione.

Cosa fare? Con discrezione occorre supervisionare cercando di prevenire le cause del disagio, attuando strategie che ne prevengano la manifestazione. Gli orari regolari e fissi possono aiutare. Se il disturbo è ambientale togliere gli effetti che lo causano. Se personali variare gli stimoli trovando un giusto equilibrio. Utile è abituare la persona ad avere più persone che si occupino di lui (si evita la dipendenza!) e mantenere la routine a cui è abituato. Non sottolineare il comportamento sbagliato ma rassicurarlo e distrarlo. Aumentare l’attività sociale.

Alterazione del sonno

Eccesso di sonno o insonnia. Può dipendere da errata valutazione delle ore (è bene sapere che a una persona anziana sono sufficienti 5-6 ore) o da situazioni disturbanti. L’eccesso di sonno può essere dovuto a depressione o agli effetti collaterali di alcuni farmaci.

Cosa fare? Calcolare le ore di sonno dormite! Se si addormenta alle otto di sera è normale che si risvegli alle 3 del mattino! Importante è recuperare un orario consono rimandando il momento del sonno con gradualità e favorendo un clima sereno con attività piacevoli (una bella partita a carte e una tisana prima di dormire?). Evitare sonnellini pomeridiani prolungati e favorire passeggiate. Attività di giardinaggio, pulizia della casa permettono di utilizzare le proprie energie e migliorano il bisogno di riposo. Se il problema è nell’addormentamento consigliamo della buona musica in cuffia, o ascoltare la lettura registrata di un romanzo, ecc.

In sintesi non va trascurato il consiglio più importante cioè quello di rivolgersi in tempo utile e preventivo al proprio medico di famiglia! Una buona verifica e una buona analisi medica accompagnata da una vita sana e serena sono e rimangono la cura migliore per affrontare gli anni della vita matura (e oltre!) con serenità e gioia di vivere!

Concludiamo con dieci semplici regole pratiche fondamentali attraverso le quali possiamo fare sintesi del comportamento a noi richiesto e che potranno esserci di aiuto nel prevenire e gestire al meglio il momento in cui dovremo affrontare concretamente le situazioni che abbiamo tratteggiato fin qui.

10 regole pratiche di comportamento: una sintesi

  1. Stimolare l’anziano in attività che lo facciano sentire attivo e utile in modo che lo gratifichino (per esempio lettura del giornale, ascolto della musica, preparazione lista della spesa, ascolto del telegiornale, giardinaggio, ecc.) dando adeguati tempi per ogni attività che gli permettano di scandire la giornata con un ritmo preciso.
  2. Stimolare nel mantenere la propria autonomia e autostima (lavarsi, vestirsi, preparare la tavola o i pasti, curare la dispensa, avere cura di un luogo a lui affidato, ecc.)
  3. L’igiene intima può rappresentare un momento importante (nel bagno mettere in vista solo poche cose importanti per non disorientare. Eliminare tappeti; aggiungere maniglioni alla vasca da bagno o nella doccia per facilitarne l’uso). Tali accorgimenti permetteranno di non avere disagio e prolungare le capacità motorie e personali.
  4. Accertarsi sempre che vista e udito siano efficienti (ciò è molto importante per la comunicazione e di conseguenza dei comportamenti).

Sul modo di dialogare

  1. Prima di rivolgere la parola all’anziano assicurarsi della sua attenzione verso di noi.
  2. Parlare con chiarezza, lentamente, guardando l’anziano negli occhi (guardare negli occhi focalizza l’interesse e l’attenzione) con sguardo amorevole.
  3. Mantenere un contatto fisico affettuoso (accarezzare le mani, mettere una mano sulla spalla, parlare a distanza ravvicinata).
  4. Usare il linguaggio del corpo e della voce (nei momenti in cui il linguaggio è complesso i gesti, l’espressione del volto e della voce diventano importanti e non scontati!).
  5. Evitare discussioni a comportamenti inadeguati (no alle prediche o domande di chiarimento; i rimproveri non servono e non aiutano a risolvere. Meglio pensare come gestirli che a risolverli).
  6. 10. Saper chiedere aiuto (quando il carico della gestione delle difficoltà risulta troppo elevato) a medici professionisti e strutture esperte nella materia (più persone possono aiutare in modo migliore che da soli)!

 

Tiziana Turchetti, Terapista Occupazionale

Plinio Piccinini, Coordinatore Assistenza

CONTATTACI SUBITO

Dal lunedì al venerdì:
dalle ore 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

06.99674158

Oppure inviaci una mail

CASA DI RIPOSO ROMA

- LE QUERCE -

DOVE VIVERE SERENAMENTE
(10 MINUTI DA BRACCIANO)

CONTATTI

Via Casale delle Grazie, 4 00066 Manziana Roma
(10 minuti da Bracciano)
Tel. 06 99674158
Fax 06 99674155

DOVE SIAMO

PREVENZIONE COVID

INVIACI UNA MAIL

Questo modulo di contatto raccoglie il tuo nome, la tua email, il tuo telefono e il tuo messaggio. Per maggiori informazioni, consulta la nostra pagina di privacy policy.
Le Querce si impegna a fornirti informazioni scientifiche e commerciali nel tuo interesse, senza invadere la tua privacy e, comunque, non più di una volta a settimana.

Privacy

Info Commerciali

5 + 5 =

STAI ASPETTANDO di entrare
in RSA a ROMA?
o STAI cerCANDO INFORMAZIONI
sulle RSA?

VUOI ENTRARE SENZA TEMPI DI ATTESA?
DA NOI È POSSIBILE FARLO IN SICUREZZA!
(tutti i nostri ospiti sono vaccinati)

CONTATTACI SUBITO PER INFO

>0699674158<